Sabato undici dicembre ho incontrato Giovanni Dubini, proprietario della Cantina Palazzone, abbiamo fatto due chiacchiere sulla situazione del vino orvietano. Dubini è molto realista e a mio avviso ha centrato il vero problema attuale del vino di Orvieto, ovvero quello dell’immagine. L’Orvieto conosciuto in tutto il mondo ha perso in questi ultimi anni l’importanza che si era guadagnato in secoli di storia. Per Dubini, quindi è importante recuperare quel blasone che l’Orvieto si merita. Per farlo servirebbe un progetto di tutti i produttori della zona, che miri in maniera concreta al rilancio dell’immagine del vino orvietano.
P.s. …visto che parliamo d’immagine…anche Palazzone compie il più diffuso degli errori su fb…crea un account invece che una pagina!!! Noooooo ecco se posso darti un consiglio finché puoi rimediare chiudi tutto e fai una bella pagina che è più professionale e maneggevole!
Festeggiata la vendemmia con una grande cena (per la cena leggi qui), al Principato di Prrano è tempo di Tartufi, Bianchi per la precisione. Infatti Soldera, attuale proprietario del Principato ha organizzato per due weekend (30 – 31 ottobre e 6 – 7 novembre) una speciale due giorni di “Caccia al Tartufo”. Gli invitati, tutti selezionati avranno così modo di ritrovarsi coinvolti in un’avvincente ricerca del pregiato tubero per i boschi della tenuta, guidati da segugi ed esperti tartufai. Il territorio parranese ed il suo microclima infatti sembrerebbe ben disposto alla crescita del Tuber Magnatum Pico, come si legge da un articolo apparso sul sito di Bortone Vivai:
Il tartufo bianco di questa zona dell’Umbria da cui si domina la valle del Chiani e la cui vista spazia dal monte Nibbio di Ficulle al monte di Cetona, dalla Città della Pieve a Monteleone d’Orvieto, da Montegabbione sino alle alture di Montegiove, non ha nulla da invidiare a quello celeberrimo di Alba. Nelle vallate della tenuta Principato di Parrano si trovano infatti tutte le caratteristiche del microclima delicatissimo adatto alla nascita e alla crescita del tartufo bianco pregiato, un ambiente del tutto simile a quello delle province limitrofe di Siena e Arezzo: ambiente fresco, umido, lungo torrenti e margini dei boschi, terreni di natura calcarea, sabbiosi-limosi e argillosi ed in particolare sotto gli alberi di querce, pioppi, tigli e salici.
Il primo fine settimana si è appena concluso, ed ha visto come protagonista non solo il pregiatissimo tubero ma anche lo Chef Nicola Batavia, del Ristorante Birichin di Torino che ha preparato per gli ospiti delicati piatti a base di Tartufo Bianco. Il menù prevedeva per la cena di gala di sabato:
Zabaione salato al tartufo
Battuta di Fassone e Tonno di Coniglio
Uovo con fonduta di toma di Raschera 8 mesi
Risotto e Tartufo a modo mio
Vitello Tonnato metodo “Batavia 2010″
Bicerin Cioccolato e Tartufo
Piatti molto elaborati e di classe, in sintonia sia con lo splendido salone dei ricevimenti del Castello del Principato che del protagonista della serata, il Tuber Magnum Pico. Per quanto riguarda i vini non ci sono stati grandi cambiamenti rispetto alla cena precedente, Cervaro 2008 e Montiano 2007 hanno accompagnato le portate. Unico cambio registrato durante il dolce, al posto del Muffato è stato servito dell’ottimo sherry Pedro XimenezMurillo Lustau invecchiato 100 anni. Durante la serata sono state distribuite anche le primissime bottiglie dell’olio del Principato, molto apprezzato dai commensali.
P.s. nell’articolo di Bortone Vivai si parla di 250 tartufai su su 500 abitanti…io essendo parranese direi che il giornalista si è lasciato un pochino andare con queste cifre…inoltre dovrebbe sapere che i parranesi sono noti per arricchire con un certo folclore le notizie…precisamente non ho idea di quanti tartufai ma 250 mi sembran troppi! Magari potrà servire come buon auspicio per il futuro!
Durante l’assemblea nazionale dell’AIS che si è svolta a Perugia lo scorso 5 ottobre, è nato il MOT (Montefalco – Orvieto – Torgiano), dopo la firma dell’accordo dei tre sindaci umbri, che da soli, rappresentano i maggiori centri di produzione enologica umbra.
L’accordo prevede l’organizzazione di un evento annuale internazionale (Mot day) a rotazione nelle tre citta’, iniziative tematiche sui territori di ciascun Comune, la partecipazione congiunta ad iniziative sul vino di interesse reciproco, attivita’ di marketing, promozione e commercializzazione congiunta e il perseguimento di una politica coordinata di promozione e valorizzazione del vino.