
Dopo molto tempo di immobilità e crisi, non solo internazionale ma anche interna, il Consorzio Tutela Vini di Orvieto, da poco rinnovato nel suo consiglio di amministrazione, ha iniziato nella difficile operazione di rilancio dell’”Orvieto” e dell’intera filiera produttiva. In questo quadro rientra la modifica del disciplinare che vedrà integrare una nuova tipologia dell’”Orvieto DOC”, la Muffa Nobile dell’Orvietano.
Siamo ora l’unico vino Doc in Italia che può proporre sul mercato questo tipo di prodotto – dichiara Luigi Barberani, presidente del Consorzio – è quindi una grande opportunità data a tutte le aziende per proporre un vino di alto livello qualitativo che può contribuire a qualificare tutta la nostra produzione.
Al vaglio del Consorzio anche un azione per la volorizzazione ulteriore della denominazione “Superiore” sempre dell’Orvieto, magari richiedendo l’assegnazione della DOCG o dell’imbottigliamento in zona o entrambe.
Tutte iniziative lodevoli per il Consorzio, perchè alla base del grande business del vino non bisogna mai dimenticare l’importanza della “qualità” del prodotto, che in un mercato così globalizzato è l’unica via di salvezza per le nostre cantine, fianlmente sembra che se ne sia accorto anche il Consorzio orvietano. Inoltre desidererei vedere anche azioni di promozione più dinamiche e incisive, leagate al web e non, come nell’ultima campagna promozionale, (per vedere di cosa si tratta guarda questo video…) realizzate con la realizzazione di semplici manifesti da attaccare in giro per l’italia… utilizzando magari con la creazione di un Festival legato all’”Orvieto”, è assurdo che in tutte le città o i piccoli paesi che hanno nel dna il vino si faccia un evento legato all’enologia e a Orvieto no. Montefalco, Spoleto, Perugia, Caluso, Castiglione in Teverina, ecc ecc ecc…
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