La venuta dell’Anticristo

In occasione della presentazione della nuova pubblicazione “Mirabilia, i luoghi dell’Apocalisse“, sono stati letti alcuni versi riguardanti gli affreschi di Luca Signorelli, in questo caso, il tema in questione era l’Anticristo. Questa seconda pubblicazione, si pone oltre i ristretti confini di semplice “guida turistica”, infatti per la ricercatezza delle immagini e dei testi presenti si può definire come una piccola opera d’arte, da sfogliare e gustare pagina dopo pagina, con estremo appagamento per la mente e per lo spirito.

Sotto invece la Prof.ssa Patrizia Pelorosso illustra le novità della “Guida” il giorno della sua presentazione.

Il Video del MODO

Ecco il video che ho realizzato per il MODO (Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto). La voce del videoclip è di Daniele Barcaroli, affermato doppiatore orvietano.

Il Sistema Museale dell’Opera del Duomo di Orvieto – MODO – ha come fulcro uno dei beni più preziosi del patrimonio artistico dell’umanità: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che conserva al suo interno la Cappella Nova o di San Brizio, luogo di eccezionale valenza e suggestione. Dal fulcro della Cattedrale, la visita attraverso le sedi del MODO si snoda seguendo il filo conduttore della storia della città e del suo Duomo, ripercorsa attraverso le preziose collezioni artistiche che la Fabbriceria conserva da più di otto secoli. Il percorso interseca il tessuto urbano della città, dalla Piazza del Duomo fino al millenario quartiere di San Giovenale e alla storica Chiesa di Sant’Agostino.

Luca Signorelli ed il Vino

resurrezione della carne

Luca d’Egidio di Ventura, nato a Cortona nel 1445, ed allievo di Piero della Francesca, fu uno dei personaggi più illustri ma anche più singolari che la rupe ebbe modo di ospitare. Come ci riferisce il Vasari, l’illustre pittore, ormai affermato e conosciuto conduceva una vita agiata. Sempre attento alla moda, amava vestire gli abiti più eleganti creati con i migliori tessuti. L’artista chiamato così in Orvieto, nel 1499, ad affrescare la Cappella Nova, grande intenditore di prospettiva e di pittura, ma anche raffinato buongustaio, rimase particolarmente colpito dalla bontà del vino orvietano. Così nel contratto che stipulò con l’Opera del Duomo di Orvieto, fece includere anche la consegna annuale di circa mille litri di vino all’anno per se e per i suoi collaboratori “Item che la fabrica sia obligata a darli, per lo tempo che lui lavora continuo, dui quartenghe di grano al mese e dodice some di mosto per ciascun anno alla vendebia incomensando alla vendebia proxima che verrà”. Visti i risultati ottenuti, mai vino fù meglio offerto..

Foto tratta da: Kliò [Flickr.com]

Articolo pubblicato sul mensile “la Città”  – Ottobre 2006