Orvieto, 8 agosto 2010, sotto un cielo stellato, illuminati dalle luci offerte dalla Protezione Civile del Comune di Orvieto, la Prof.ssa Stopponi, direttrice degli scavi di Campo della FIera, ha accompagnato in un viaggio magico, tantissime persone, accorse ai piedi della rupe orvietana, per ammirare i resti di quello che un tempo, quasi certamente era il Fanum Voltumnae etrusco.
Dieci anni sono passati dal primo scavo in questo sito. Dieci anni esaltanti ed emozionanti, sia a livello scientifico che umano. Decine di ragazzi italiani e stranieri hanno dato il loro contributo, per portare alla luce questa perla, come l’ha definita la Prof.ssa Simonetta Stopponi (ordinario di Etruscologia e antichità italiche all’Università di Perugia) di inestimabile valore. Ogni anno, ogni metro di terra scavato, ogni reperto riportato alla luce, fa identificare queste strutture con il“Fanum Voltumnae”, importantissimo santuario federale della Dodecapoli etrusca. Gli scavi hanno ulteriormente confermato il grande arco di tempo, in cui il sito è stato frequentato, ovvero dal periodo etrusco fino al 1300, come dimostrano le sepolture ritrovate ed appartenenti a persone morte per la peste del 1341. Purtroppo gli scavi sono arrivati ad un punto critico, urge al più presto una risistemazione dell’intera area per consentire la fruizione ad un pubblico più vasto. Quest’anno si è optato di ricoprire una parte degli scavi per non compromettere ulteriormente il degrado. Sono necessari dei fondi per valorizzare al massimo questo sito così importante, da qui l’appello della Prof.ssa Stopponi.