Sabato 11 giugno in occasione dell’inaugurazione del Parco Termale “Bagno del Diavolo” si è tenuto a Parrano un convegno molto interessante sul turismo ipogeo dal titolo “L’uomo e la grotta. Un progetto per valorizzare i complessi ipogei, il turismo “verde” e le attività connesse”, qui il programma della giornata, che ha visto intervenire personalità di rilievo come l’Archeologa Maria Cristina De Angelis della Soprintendenza per i Beni Archeologi dell’Umbria che ha illustrato nel suo intervento la storia recente degli scavi delle “Tane del Diavolo” ripercorrendo tutte le fasi principali dagli inizi XX secolo fino ai giorni nostri. Molto interessante anche l’ipotesi dell’utilizzo delle grotte, infatti accantonata l’idea di una fruizione per fini abitativi negli ultimi anni si è andata sempre più rafforzando l’ipotesi di un uso ritualistico delle cavità, troppo inaccessibili e scomode per poter essere abitate. La De Angelis parla di cerimonie forse legate al passaggio dall’adolescenza all’età adulta, magari tramite una prova “fisica”, con il giovane impiegato nella discesa in queste cavità buie e inospitali, oppure di rituali “religiosi”. Purtroppo non sapremo mai con certezza cosa i nostri antenati dell’età del bronzo combinavano alle Tane del Diavolo, di certo in quel periodo erano uno dei centri più importanti del Centro Italia insieme alle grotte di Belverde a Cetona. Infatti i reperti ritrovati nel corso degli anni attesterebbero una frequentazione di genti provenienti da tutta la penisola. Uno di questi reperti è proprio la “Venere Verde” ritrovata proprio nei pressi delle Tane del Diavolo, oppure il pregiato piatto con figura femminile e orecchini, di cui ne esiste solo un altro pezzo simile, rinvenuto nelle vicine grotte di Cetona. Di seguito la play list degli interventi della giornata, buona visione.
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