Le Tane del Diavolo di Parrano

Sabato 11 giugno in occasione dell’inaugurazione del Parco Termale “Bagno del Diavolo” si è tenuto a Parrano un convegno molto interessante sul turismo ipogeo dal titolo “L’uomo e la grotta. Un progetto per valorizzare i complessi ipogei, il turismo “verde” e le attività connesse”, qui il programma della giornata,  che ha visto intervenire personalità di rilievo come l’Archeologa Maria Cristina De Angelis della Soprintendenza per i Beni Archeologi dell’Umbria che ha illustrato nel suo intervento la storia recente degli scavi delle “Tane del Diavolo” ripercorrendo tutte le fasi principali dagli inizi XX secolo fino ai giorni nostri. Molto interessante anche l’ipotesi dell’utilizzo delle grotte, infatti accantonata l’idea di una fruizione per fini abitativi negli ultimi anni si è andata sempre più rafforzando l’ipotesi di un uso ritualistico delle cavità, troppo inaccessibili e scomode per poter essere abitate. La De Angelis parla di cerimonie forse legate al passaggio dall’adolescenza all’età adulta, magari tramite una prova “fisica”, con il giovane impiegato nella discesa in queste cavità buie e inospitali, oppure di rituali “religiosi”. Purtroppo non sapremo mai con certezza cosa i nostri antenati dell’età del bronzo combinavano alle Tane del Diavolo, di certo in quel periodo erano uno dei centri più importanti del Centro Italia insieme alle grotte di Belverde a Cetona. Infatti i reperti ritrovati nel corso degli anni attesterebbero una frequentazione di genti provenienti da tutta la penisola. Uno di questi reperti è proprio la “Venere Verde” ritrovata proprio nei pressi delle Tane del Diavolo, oppure il pregiato piatto con figura femminile e orecchini, di cui ne esiste solo un altro pezzo simile, rinvenuto nelle vicine grotte di Cetona. Di seguito la play list degli interventi della giornata, buona visione.

http://www.youtube.com/p/ED54DE94BD24B785?version=3&hl=it_IT&fs=1

Visita al sito di Coriglia con il Prof. Bizzarri

Giovedì 24 giugno, sono stati presentati i risultati della campagna di scavo del sito di Coriglia 2010, situato sotto il borgo di Monterubiaglio (TR). Nel pomeriggio, il Prof. Claudio Bizzarri ci ha illustrato i notevoli progressi compiuti grazie come sempre al grande lavoro di tutto lo staff e in particolar modo dei mumerosi ragazzi del Saint Anselm College che ogni anno preferiscono trascorrere le loro vacanze a scavare qui a Monterubiaglio che altrove. I lavori codiretti dal Prof. David George, hanno evidenziato la funzione di “santuario delle acque”, che questo sito ebbe inizialmente con gli etruschi (VI – V sec a.C.) per poi continuare fino ad epoca romana, romani che molto probabilmente le ampliarono in una vera stazione termale. L’area, di cui ancora non si conosce l’esatta estenzione, si trova in una direttrice molto importante, che avrebbe favorito una lunga e ininterrotta frequentazione, lo testimoniano anche delle monete rinvenute quest’anno, una di Papa Clemente VI (1291-1352). Coriglia quindi si appresta a diventare un sito archeologico di una certa importanza, che necessiterà di un’adeguata valorizzazione, Bizzarri in questo ha le idee chiare, e in questo video avanza una proposta.

Scavi Campo della Fiera 2009

Dieci anni sono passati dal primo scavo in questo sito. Dieci anni esaltanti ed emozionanti, sia a livello scientifico che umano. Decine di ragazzi italiani e stranieri hanno dato il loro contributo, per portare alla luce questa perla, come l’ha definita la Prof.ssa Simonetta Stopponi (ordinario di Etruscologia e antichità italiche all’Università di Perugia) di inestimabile valore. Ogni anno, ogni metro di terra scavato, ogni reperto riportato alla luce, fa identificare queste strutture con il “Fanum Voltumnae”, importantissimo santuario federale della Dodecapoli etrusca. Gli scavi hanno ulteriormente confermato il grande arco di tempo, in cui il sito è stato frequentato, ovvero dal periodo etrusco fino al 1300, come dimostrano le sepolture ritrovate ed appartenenti a persone morte per la peste del 1341. Purtroppo gli scavi sono arrivati ad un punto critico, urge al più presto una risistemazione dell’intera area per consentire la fruizione ad un pubblico più vasto. Quest’anno si  è optato di ricoprire una parte degli scavi per non compromettere ulteriormente il degrado. Sono necessari dei fondi per valorizzare al massimo questo sito così importante, da qui l’appello della Prof.ssa Stopponi.

Per vedere l’intera presentazione:

Prima parte

Seconda parte

Appello