A Malaga dal 31 Marzo al 1 Aprile 2011, si svolgerà “Cominteractiva 2011” organizzato dal Seminario Permanente de comunicación Interactiva – Facultad de CC. de la comunicación de la Università di Malaga (qui il programma). Il tema di quest’anno sarà ”La ciudad amablemente conectada – la ispiraciòn de lo Slow”, proprio le tematiche affrontate nella due giorni hanno portato gli organizzatori ad invitare l’associazione per cui collaboro come Social Media Consultant, Cittaslow International. Sarà sicuramente un’esperienza molto importante che mi vedrà a fianco del Direttore di Cittaslow Pier Giorgio Oliveti, illustrare oltre le peculiarità e la filosofia che accompagna le Città del Buon vivere anche gli aspetti di tipo comunicativo che riguardano una grande comunità (142 Comuni aderenti in tutto il mondo) come quella delle Cittaslow e che grazie al Web.20 riescono ad interagire in maniera ancora più incisiva fra loro. Sarà anche il tempo di fare un primo bilancio dei miei primi sei mesi di attività presso l’associazione, analizzando la nascita, l’evoluzione e soprattutto le criticità incontrate. Il titolo del’intervento sarà ‘Tweet end snails for a Better World: Cittaslow, using local and global (digital) media’ che devo dire ha creato stupore appena comunicato via mail alla signorina dell’Università di Malaga…ora mi rimetto a lavorare anche perché non sono molto abituato a parlare in pubblico, figuriamoci poi in un’altra nazione!
Il Maiale in Carne ed Ossa 2011
Si è concluso a Montegabbione “Il maiale in carne ed ossa” edizione 2011. Durante l’evento è stato possibile degustare tanti prodotti tutti rigorosamente montegabbionesi, dal vino alla pregiata carne suina.
Si è svolto anche un’interessante convegno dal titolo “la via della qualità nella zootecnia contadina“, a cui hanno preso parte sia esponenti politici, che giornalisti enogastronomici come Riccardo Lagorio e Professori universitari come Luciano Giacchè dove si è discusso del futuro prossimo della norcineria locale, obiettivo quello di portare innovazione tenendo conto della grande tradizione norcina di Montegabbione, nell’intervista il Sindaco Andrea Ricci spiega tutti i progetti dell’amministrazione comunale.
Nella giornata conclusiva invece si è svolta la benedizione degli animali in occasione di Sant’Antonio Abate, le vie del paese si sono così popolate di simpatici amici per la gioia dei bambini
Più tardi, in piazza si è svolta la tradizionale spezzatura del maiale, dove sapienti mani hanno messo in pratica l’antico rituale del taglio della carne, un’arte ben conosciuta qui a Montegabbione.
Il piccolo paese dell’Alto orvietano, ha alle spalle una lunga tradizione di norcineria, che oggi tenta il rilancio, cercando nuova linfa seguendo la strada dell’innovazione e della qualità. L’evento non a caso si inserisce proprio durante i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate, che ha come simbolo proprio un maiale. Nell’icoografia più diffuso il suino rappresentato è proprio il “porco cinturello” chiamato anche “maiale di sant’antonio” un tipo di maiale molto diffuso ad Orvieto e nelle sue campagne, a conferma di ciò oltre al’affresco in Duomo attribuito a Pietro di Puccio (secolo XIV) e raffigurante un Sant’Antonio abate con il particolare “porco cinturello” in basso a destra (vedi foto), altro affresco simile nell’iconografia lo troviamo nella chiesa di Sant’Antonio sempre sulla Rupe questa volta opera del Pastura . Ad Orvieto è stata organizzata anche un’interessante mostra di ceramiche dal titolo “Cotto e biscotto. Il porco cinturello in carne e… ossidi” di seguito un passaggio della prefazione scritta da Alberto Satolli per il catalogo della mostra e ripresa dal blog di Zeffiro Ciuffoletti
Proprio davanti alla piazza del bellissimo duomo orvietano c’era uno spiazzo erboso detto campus porchorum, che intorno al 1315 fu radicalmente modificato in campus florum. In effetti, per la città di Orvieto e per il suo contado il maiale nel medioevo doveva rappresentare una formidabile risorsa alimentare, tanto è vero che, nella zona, era tradizionalmente presente fino a pochi decenni fa la pratica di allevare durante l’anno il Porco di Sant’Antonio. Tutti dovevano concorrere a nutrirlo per poi mangiarlo il giorno della festa del Santo, il 17 gennaio, in un grande banchetto collettivo. Quello stesso giorno si svolgeva nella città e nei paesi della campagna la cerimonia della benedizione degli animali, che, ripuliti e infiocchettati, venivano portati alla cerimonia della benedizione. Nell’occasione si distribuivano i biscotti di Sant’Antonio, ossia tortucce, ciambelle all’anice e “panettuzzi” con le iniziali del Santo. Come è noto, l’uccisione del maiale nel mondo contadino del passato rappresentava una vera grande festa. Di norma avveniva nel mese di novembre per San Martino, ma la “spezzatura” del suino si svolgeva nei giorni a seguire con la preparazione di piatti saporiti come le fave condite con la “ventricina” del maiale, i fagioli con le cotiche, la polenta con i fegatelli, bistecche e braciole, le zampette, il baffo ecc…
Era un vero trionfo del porco, come aveva scritto Giulio Cesare Croce nel suo celebre trattato. E del porco sono rimaste tracce significative nell’arte e nelle terrecotte medievali. I primi esempi di porci cinturelli, rappresentati nelle ceramiche medievali, sono presenti su due boccali orvietani di maiolica arcaica trecentesca. I due reperti sono davvero belli e si vede molto bene la raffigurazione del maialino cintato, appunto il porco di Sant’Antonio. Alcuni studiosi non si sono accorti della caratteristica e hanno parlato di cinghiali neri fasciati di bianco. Addirittura – come nota puntualmente Satolli – sono giunti a scambiare la “cintura” per una gualdrappa, parlando di «cinghiale con un dorso coperto da un drappo».
In verità cinghiale e maialino si sono sempre confusi nell’antichità e in tempi recenti si era persa la conoscenza delle caratteristiche del maialino cintato sopravvissuto solo in piccole aree della Toscana. Oggi invece si è scoperto che certe caratteristiche genetiche accomunano il cinghiale al “porco cinturello”. Proprio quello che figura nell’iconografia di Sant’Antonio.
In questo contesto Montegabbione con i suoi norcini sta tentando lentamente di riportare alla ribalta il suo porco cinturello, servirà del tempo ma la strada è quella giusta
Le foto di Sandro Becchetti in mostra fino al 29 gennaio 2011
Mercoledì 29 dicembre 2010 è stata presentata la mostra fotografica di Sandro Becchetti dal titolo “Protagonisti. Storie di ritratti in bianco e nero“, presso la sede dell’Associazione culturale “Il magazzino delle idee” in via di Loreto. La mostra, organizzata dall’associazione in collaborazione con il F.I.O.F. / Fondo Internazionale Orvieto Fotografia, è patrocinata del Comune / Assessorato alla Cultura e Resterà aperta fino al 29 gennaio 2011. Si tratta di una vasta serie di personaggi che hanno fatto la storia artistica e mondana del secondo Novecento, fissati dal magistrale obiettivo di Becchetti. una galleria imperdibile e densa di significati sotterranei, in cui il personaggio principale, alla fine, è il fotografo stesso, la sua personale cifra stilistica, che ha fatto scuola e lo ha reso uno dei maggiori artisti del nostro secolo.
Orvieto un vino in crisi d’immagine
Sabato undici dicembre ho incontrato Giovanni Dubini, proprietario della Cantina Palazzone, abbiamo fatto due chiacchiere sulla situazione del vino orvietano. Dubini è molto realista e a mio avviso ha centrato il vero problema attuale del vino di Orvieto, ovvero quello dell’immagine. L’Orvieto conosciuto in tutto il mondo ha perso in questi ultimi anni l’importanza che si era guadagnato in secoli di storia. Per Dubini, quindi è importante recuperare quel blasone che l’Orvieto si merita. Per farlo servirebbe un progetto di tutti i produttori della zona, che miri in maniera concreta al rilancio dell’immagine del vino orvietano.
P.s. …visto che parliamo d’immagine…anche Palazzone compie il più diffuso degli errori su fb…crea un account invece che una pagina!!! Noooooo ecco se posso darti un consiglio finché puoi rimediare chiudi tutto e fai una bella pagina che è più professionale e maneggevole!
Presentata ad Orvieto la guida “Slow Wine 2011″ – Slow Food Editore
Stemma Marchesi Manca
Tra vari stendardi e drappi a Parrano ne troviamo uno con il motto “LABOR OMNIA VINCIT”, lo stemma quasi sicuramente appartiene ai Marchesi Manca ed è così descritto:
Di rosso al sinistrocherio armato d’argento movente dal fianco destro ed impugnante una spada al naturale alta in palo; in punta dello scudo un elmo d’argento di fronte, semiaperto, ornato di 3 penne di struzzo d’argento e d’azzurro.
Motto: LABOR OMNIA VINCIT.
Grazie come sempre agli amici di:
Orvieto Food Festival 2010 ecco il programma
Finalmente a circa due settimane dall’inizio dell’evento è uscito il programma di OFF&W (Orvieto Food Festival & Wine). Infatti il sito (www.orvietofoodfestival.it) che fino a ieri era vuoto oggi si presenta completo di info e appuntamenti. La manifestazione si presenta suddivisa in sei sezioni:
Si parte quindi il 18 novembre 2010 con una mostra in Duomo nella Cappella Nova dell’opera “La Comunione degli Apostoli”, per poi passare sempre nella cattedrale con un Concerto d’organo del Maestro Giorgio Revelli.
Orvieto orfana di una maifestazione che sapesse dare nuovo slancio alle sue millenarie tradizioni enogastronomiche, ricordiamo che Orvieto con Gusto è stata ormai soppressa da due anni, cerca così di rilanciare la propria immagine soprattutto per quanto riguarda il vino. Infatti da sottolineare l’aggiunta della “W” nel nome dell’evento che inizialmente era stato ribattezzato OFF mentre ora, troviamo anche la voce Wine, una voce tanto importante quanto tanto travagliata per la Rupe tufacea famosa anche e soprattutto per il proprio vino, che per incapacità o per litigiosità non è mai stato promosso in maniera adeguata. Orvieto dunque nutre il corpo ma anche la mente come recita il motto, infatti oltre agli “aperitivi a km 0″ sono presenti anche i “convivia”, cene che affronteranno diversi temi, dal software libero alla simbologia della Massoneria, il tutto ad un prezzo di 35€. Interessanti anche gli incontri, molto vari anche questi, si passa infatti da Eugenio Scalfari che parla del concetto della modernità attraverso al presentazione del suo libro “Per l’alto mare aperto” fino ad arrivare al Risorgimento, con l’utimo incontro dal titolo “Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento”, ovviamente per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia non poteva mancare. Incontro interessante anche con Heinz Beck, chef del ristorante “La Pergola” dell’Hotel Cavalieri Hilton di Roma, presenta il libro “l’ingrediente segreto”: la filosofia e le passioni di un grande maestro del gusto. Interessante la sezione notturnoff con molti stimoli sensoriali, dai bravissimi Petramante che suoneranno il loro ultimo album “E’ per mangisarti meglio” sabato 20 al Magazzino delle Idee o “Sete di Pixel”, un viaggio audiovisivo molto curioso sempre al Magazzino delle Idee. Altro evento molto stuzzicante “La Gialletta”, una cena musicale, na storia di “cibi in viaggio” tra le sponde del Mediterraneo, un rito di sapori e suoni che sa di Grecia, di Italia, di Spagna e Portogallo, ma anche di Maghreb e Medio Oriente, con un piatto fatto di pochi e poveri ingredienti come il pane duro, pomodori, ceci e tanti aromi.
OFF&W è alla prima edizione, speriamo che possa crescere e migliorarsi anche negli anni futuri, certo a mio giudizio manca un tema più specifico con cui amalgamare i diversi ingredienti, è vero il protagonista è sua succulenza l’Enogastronomia ma forse era il caso di fissare un “Topic” che leghi gli incontri dai concerti un pò come fanno poi i granti festival. L’impressione invece è quella di un gran pentolone con tante cose buone messe a cuocere, un bel minestrone con ortaggi e legumi, che emana un buon profumo e speriamo anche abbia un buon sapore, ma che si esaurisce una volta assaggiato un singolo cucchiaio. Altra cosa invece sarebbe stata organizzare un bel pranzo, con un menù a tema, che ne so a base di “Tartufo” (tanto per rimanere in tema rispetto al post precedente…) e serviere le portate dall’aperitivo al dolce in maniera tale che il fruitore possa gustarsi il Festival e la Città per tutti e quatro i giorni…altrimenti siamo sempre al solito mordi e fuggi.
p.s. Parlando anche con altri amici devo dire che l’accostamento dei colori Verde, Viola, Rosso e Nero sia molto audace!! Come dicevo è la prima edizione quindi in bocca al lupo a tutti!
p.p.s Cavolo inoltre c’è una grande carenza di “social button”…magari sarò fissato io però creare un evento senza attivare tutti i canali come Twitter, Youtube, Streaming, Facebook mi sembra una mancanza veramente pesante…speriamo si rimedi…
p.p.s uptade…mentre vagabondavo per fb ecco che mi imbatto in OFF! Finalmente, guardo e taaac ecco l’orribile account…posto un aggiornamento di stato taggando proprio OFF ed esprimendo il mio dispiacere per il fatto che avrei preferito una fan page e magia dei social networe taak OFF in persona mi risponde linkandomi nientepopodimeno che la Fan Page di OFF (http://www.facebook.com/pages/OFF-Orvieto-Food-Festival/144918428888746?v=wall#!/pages/OFF-Orvieto-Food-Festival/144918428888746) anche se avrei anche qualcos’altro da dire ma magari lo comunicherò direttamente ad OFF…come ripeto Orvieto ha assolutamente bisogno di manifestazioni del genere e desidererei che venissero fatte nel miglior modo possibile! Buon OFF a tutti!



