
La vecchia piscina del Fosso del Bagno
Eccoci, finalmente dopo lunghi anni di attesa a Giugno, il Fosso del Bagno tornerà ad essere quello che nella memoria di molti parranesi era considerato “il mare di Parrano”. Sono passati molti decenni da quando scelte scellerate distrussero proprio in quella zona una piccola piscina, che da tutti, per quei tempi, rappresentava un valido passatempo e punto d’incontro. Negli anni settanta quella vasca fu distrutta, per far posto ad un colossale progetto termale, purtroppo i risultati ancora possiamo vederli sotto i nostri occhi, a distanza di trenta anni, sono rimasti solo desolanti casermoni in cemento, vuoti e tristi, che si erigono proprio sotto il borgo. Il Fosso del Bagno è quindi piombato nell’abbandono più totale, un posto dimenticato, popolato solamente da sporadici avventori, che apprezzavano la desolatezza del luogo, oltre la meravigliosa cornice naturalistica. Così ho imparato a conoscerlo anche io, da piccolo con i bagni nella minuscola pozza, dove un vecchio tubo portava quell’acqua dal sapore strano e misterioso. Più avanti, proprio sotto la forra una rigogliosa flora acquatica ricopriva il torrente che dalle Tane del Diavolo scende a valle. Un luogo sicuramente suggestivo, ma che nella mente di tutti i parranesi più anziani suscitava tristezza per quello che aveva rappresentato in passato e tanta amarezza in quelli più giovani per quello che non era più stato. Oggi finalmente, nel mese di giugno dopo diversi anni si riuscirà ad aprire il Parco Termale ribattezzato “Bagno del Diavolo“. Un parco che è frutto dall’impegno e dalla determinazione di tutta la comunità parranese, perchè oltre ai fondi stanziati dalla Regione la realizzazione è stata possibile anche grazie al duro lavoro volontario di tanti parranesi, che con il loro sudore hanno dedicato il loro tempo libero al completamento dei lavori. Un risultato veramente straordinario, che parte dal lontano 2002, anno in cui il neo-sindaco Gino Mechelli presentò alla Regione la richiesta per la revoca della concessione dell’acqua termale, che all’epoca era affidata al precedente proprietario del Castello, Cividin.
Oggi, alla vigilia dell’apertura inizio a sentire il primo vociare di persone che poco o nulla sanno della vicenda del parco termale e di quello che realmente rappresenta per noi parranesi. Giudizi che si fondano sul nulla, sul pressappochismo, con nessun fondo di verità. L’area del Parco Termale è stata bonificata e sistemata e sfido chiunque a dire il contrario, questo è stato fatto per renderla fruibile a tutti, giovani e meno giovani, bambini e turisti. Io mi ricordo quando in quel posto c’erano solo sterpaie ed erbacce, sicuramente sarà stato più selvaggio ma che funzione avrà mai potuto avere un luogo riservato per solo pochi avventurosi frequentatori? Forse chi parla lo fa senza ragionare o solo per il gusto di polemizzare. L’accesso al Parco è libero e gratuito e tale rimarrà.

Parco "Bagno del Diavolo"
Non c’è mai stata nessuna intenzione di chiudere l’accesso, proprio perchè l’idea principale è quella di rianimare quel luogo, renderlo accessibile e non il contrario. Altro discorso per la vasca termale, per l’accesso sarà previsto un biglietto d’ingresso, di 7€ per i residenti dei 5 comuni limitrofi e 15€ per i non residenti. Un costo, credo, assolutamente ragionevole, che servirà per coprire le spese di mantenimento del Parco, oppure i sapienti critici credono che di poter risolvere le problematiche legate ai costi in altra maniera? Il Parco si presenta semplice, così come era nell’intenzione e nel volere di tutti, una vasca e un piccolo chiosco di legno, qualche panca dove sedersi e nulla più. Io credo che tra la desolazione di prima e la sistemazione di adesso scelgo senza ombra di dubbio lo stato attuale delle cose senza alcun ripensamento.
Di seguito una delle “accuse” più comuni che vengono mosse:
Il fosso del bagno è stato sempre un posto magico, fuori misura persino dal silenzio assordante delle nostre campagne, era bello perché era un rifugio, non c’era la percezione del tempo, sentivo il mistero di un’acqua maneggiata dagli dei, ora perché dovrei pagare 15€ per un luogo che mi sembra abbia perso gran parte di quel fascino solo perché non è più gratis? W.M.
Ripeto, di rifugi ce ne sono molti, la macchia dell’Elmo ne è piena, non capisco proprio perchè rifugiarsi proprio in un posto che rifugio non lo è mai stato, visto che da sempre è stato popolato dalla gente comune che veniva in questo luogo a rinfrescarsi in totale tranquillità. Per non parlare dell’acqua maneggiata dagli dei, se c’è qualcosa che finalmente si potrà usufruire è proprio quell’acqua miracolosa, che adesso proviene dal nuovo pozzo scavato vicino la forra e non certo quella che sgorgava dal vecchio tubo arrugginito, spesso contaminata dal guano dei pipistrelli e infiltrata da altre falde acquifere… certo è sempre più facile viaggiare con la fantasia e dar fiato alla bocca che lavorare con il sudore sulla fronte per realizzare qualcosa di concreto e tangibile.
Quindi tra un luogo frequentato da pochi e sporadici avventori io preferisco un luogo vivo e a disposizione di tutti i cittadini.
Per un ulteriore approfondimento invito a leggere questa scheda fatta per l’Ecomuse del Paesaggio Orvietano, fatto grazie al contributo attivo di tutta la popolazione parranese
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Scheda Ecomuseo del Paesaggio
