In Orvieto, un nuovo strumento per la promozione turistica sul web per la città alta e strana.

Si chiama Orvieto, intensamente sempliceun nuovo progetto a cui sto lavorando da alcuni mesi e che da poco è stato messo online (qui un articolo di orvietonews.it di quella giornata). Il progetto è tanto ardito quanto assolutamente necessario per una città turistica come Orvieto. Da una veloce analisi infatti è possibile constatare come sia carente l’offerta di strumenti come siti internet decenti per far fronte al grande interesse che in tutto il mondo suscita il Duomo e tutte le altre eccellenze orvietane. Finalmente anche Orvieto ha un sito per fare promozione, “moderno”, funzionale, costantemente aggiornato e bilingue. Ricco di foto mai banali e video che narrano la storia e l’arte millenaria. Un progetto in divenire, in cui ora si intravede solo la punta dell’iceberg. Questo progetto, un incrocio tra destination blog e un sito istituzionale, vuole diventare un punto di riferimento per tutti coloro che amano questa città che siano residente e non. Un sito bello, fresco e soprattutto in inglese, dove anche i video sono sottotitolati, per rendere un servizio completo ad una fetta importante di turisti. Un doveroso ringraziamento va alla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, che ha saputo cogliere il vuoto ormai insostenibile sul web di un progetto simile e ha creduto nella proposta di Akebia, azienda con cui collaboro e che è il vero demiurgo di questa opera, una vera e propria bottega di artigiani digitali, dei digital makers, un gruppo di persone guidati da Laura Ricci, per quanto riguarda i contenuti e la direzione non semplice delle risorse umane e di Fabrizio Caccavello, l’architetto digitale che grazie ai suoi codici ha strutturato il sito in maniera ineccepibile. Come dicevo In Orvieto è frutto di un lavoro di squadra, in questa bottega vorrei ringraziare proprio tutti, Vittorio Tarparelli per la grafica, Alessandro Gialletti per le animazioni in 3d, Stefano Profeta per la musica, Emma Louise Cheeseman per i doppiaggi in inglese, consapevole che c’è ancra molta strada da fare, Ambra Laurenzi, Monica Riccio, Davide Pompei e Loretta Fuccello per i contenuti testuali e le foto, Mirko Pacioni per gli itinerari naturalistici, Camilla Ballarin e Antonello Romano per i mini video. Inoltre vorrei ringraziare tutti coloro che hanno avuto (e che avranno) la pazienza per le interviste ed i video da me realizzati.

La “Terra delle Antiche Città”

Quasi casualemente, da una conversazione amichevole nata su facebook con il mio amico Fabrizio “Rasna” Baldi, ho scoperto una cosa abbastanza curiosa. Il tutto nasce dal mio interesse per l’origine del nome della Città di Orvieto (per molti ancora non chiaro e molto dibattuto quindi eviterei di approfondire ora e qui questo argomento), dal latino “Urbe Vetus“, ovvero Città Vecchia. Curiosamente, andando ad esplorare nei dintorni di Orvieto, in direzione del Tirreno, in quella terra, sospesa tra Lazio e Toscana, denominata “Tuscia“, ecco che con grande stupore troviamo altre “Vecchie Città”. Infatti, partendo da sud, ecco Civitavecchia, che non ah bisogno nemmeno di troppe traduzioni. Spostandoci più a nord ecco Viterbo, che ho scoperto derivare dal latino “Vetus Urbe“, per poi terminare, ancora una volta sulla costa con Orbetello, “Urbs Vetuli“. Altra città antica risulta essere Vetralla, il nome si ritiene derivi dal latino Vetus aula (Antico luogo) o da Vetus alia (altra città (sottointeso) vecchia con riferimento a Viterbo (Vetus urbs). Questo territorio quindi potrebbe essere denominato oltre che Tuscia anche “Tera delle Antiche Città”. Questo porterebbe al superamento delle difficoltà di indentificazione della Tuscia, dovute a secoli di stravolgimenti militari, che hanno visto cambiare nel corso dei secoli, l’unità territoriale della Tuscia, compromessa definitivamente con la crisi dell’Impero Romano, e suddivisa con il tempo in Tuscia et Umbria, per poi suddividersi in Tuscia longobardorum, suddivisa poi in Ducato di Tuscia, la parte occidentale e Ducato di Spoleto, la parte orientale e la Tuscia Romana a Sud. Particolare di non poco conto, Viterbo, capitale dell’odierna Tuscia all’epoca non faceva parte della “Tuscia romana”.


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Facciamo ordine sulla vicenda del pozzo in Piazza della Repubblica ad Orvieto

Piazza della Repubblica (rubata a Fabrizio Trequattrini su Facebook)

Erano scoccate da poco le ore 16:20 del 24 novembre 2011, quando sul giornale online orvietonews.it viene pubblicato un comunicato così intitolato “Rivoluzione in arrivo a Piazza della Repubblica, nuova viabilità e interventi nell’arredo urbano“. Il comunicato rendeva pubblico il progetto del Comune di riorganizzazione della piazza, dove come primo punto veniva messa la rimozione delle odiate fioriere. La proposta di modifica presentata dall’attuale Assessore al Decoro Urbano e Suolo Pubblico Leonardo Brugiotti si giustificava più o meno così:
rientra tra i provvedimenti di indirizzo politico relativi all’occupazione del suolo pubblico e dell’arredo urbano approvati recentemente dall’Amministrazione Comunale“. Un progetto quindi che si pone come obiettivo quello di ampliare la zona pedonale ed il divieto di transito delle auto nel centro di Orvieto, tutto molto bello fin qui, se non ci fosse la questione “spostamento pozzo scuola Scalza”. Il povero pozzo, attualmente in piazza dell’Erba, secondo questo progetto, dovrebbe essere ricollocato, come si legge nel comunicato “all’intersezione delle tre diagonali di piazza della Repubblica“. Apriti cielo.

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Orvieto: apre al pubblico il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane

Sabato 16 aprile 2011 è stato aperto al pubblico il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane. Marco Marino, collezionista e proprietario del Museo ci parla dei tanti pezzi unici conservati al suo interno