Bere locale e pensare globale, una frase che al momento è stata quasi di buon asuspicio, almeno per me, infatti quando creai questo blog mai avrei immaginato di trovarmi un giorno a dover parlare o assaggiare un vino prodotto in maniera eccellente da una Cantina del mio piccolo Comune, Parrano. Il paese, che da sempre è stato strettamente collegato alla vita del Castello (gran parte del territorio comunale rientra nelle proprietà dell’Azienda Agricola Principato di Parrano), sembra lentamente destinato a diventare un territorio di eccellenze enologiche. Il condizionale è d’obbligo, vista la complessità del fare e soprattutto del vendere vino oggigiorno. Oggi leggo un articolo apparso sull’AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), che illustra le linee guida di questa rinascita enologica, affidata ad un grande Enologo come Riccardo Cotarella, che durante la “Cena della Vendemmia” di sabato scorso (25 settembre n.d.r), ha presentato il suo piano di azione. Come si legge nell’articolo, il Principato punterà per il momento su tre vini
Spumante Metodo Classico, uno Spumante Rosé Metodo Classico e un vino rosso fermo di alta gamma frutto di un uvaggio la cui composizione non è stata ancora decisa.
Certo le viti sono ancora giovani perchè impiantate da poco, però la voglia e lo spirito di incamminarsi verso grandi sfide è tanta, anche perchè sia Cotarella che Soldera (custode-investitore trevigiano) hanno in comune la stessa voglia di ottenere il massimo in tutto quello che fanno. Al centro come ovvio che sia, la qualità, altissima, da raggiungere con un vitigno bello e dannato come il Pino Nero, da produrre in purezza, dove Cotarella ha già raggiunto ottimi risultati nel vicino Castello della Sala, ma questa volta vorrà spingersi più avanti andando a realizzare delle “bollicine umbre” nuove, anzi nuovissimi, visto che la Regione non vanta una tradizione enologica di questo tipo. Uno spumante metodo classico che dovrà raggiungere i livelli massimi tra quelli italiani.
Oltre al Pinot Nero saranno prodotti vini da vitigni come il Sangiovese, il Montepulciano e Chardonnay
Intanto sabato sera, per la squisita cena dello Chef Salvatore Toscano che prevedeva questo menu:
Crema di patate allo zafferano del chianti e prosciutto di grigio croccante
Pappardelle sul ragu’ bianco di cinta seneseStracotto di guancia chianina con verdure passite
Peposo alla fornacina cotto nel chianti classicoGran buffe’ di torte della pasticceria Giorgio Bernacchioni di Firenze
sono stati serviti vini di grande qualità come:
Spumante Bianco IGT della Falesco, “uno spumante nuovissimo che nemmeno io avevo mai visto o assaggiato”,
Cervaro della Sala 2008, Castello della Sala Antinori (Ficulle)
Magnum di Montiano 2007, Falesco (Montecchio)
per poi terminare con un Muffato 2006, Castello della Sala Antinori (Ficulle)
Update
Giustamente mi faceva notare Mauro Stopponi del Ristorante Enoteca “I Sette Consoli di Orvieto” con un suo commento su Fb che:
Il pinot nero lo fa Renzo e non Riccardo alla Sala….spumanti; abbiamo una grande tradizione in Umbria, Lungarotti, Decugnano dei Barbi (ottimo) e La Palazzola di Stroncone, sia Bianchi che Rose’, veramente straordinari!!! Un grande rosso? Un altro Merlot (ahinoi!).

more info:
http://www.agi.it/food/notizie/vino-prima-vendemmia-a-parrano-dopo-due-secoli





