Roberto Filippetti ci guida nel “cuore” della mostra “Caravaggio, l’urlo e la luce”

Il Professor Roberto Filippettici ci guida alla scoperta del cuore della mostra da lui curata, ovvero le scene che narrano la vicenda di San Matteo in San Luigi dei francesi a Roma, uno spettacolo teatrale in tre atti: Matteo chiamato (vocazione), per un compito (scrivere il vangelo) e per un destino glorioso(attraverso il martirio.

Quinta edizione del Festival internazionale “Arte e Fede”, quest’anno dedicato, al tema “Vocazioni e passioni. Ad inaugurare ufficialmente il Festival è stata la mostra “Caravaggio l’urlo e la luce”, curata dal professor Roberto Filippetti visitabile dal 26 maggio fino al 13 giugno a Palazzo dei Sette. La mostra si divide in cinque stanze, dove le 31 opere, riproduzioni a grandi dimensioni e ad alta definizione digitale, si suddividono in maniera tematica, nella prima stanza troviamo le pitture cosiddette “comiche”, con il famoso bacco. Il visitatore viene introdotto nella grandiosità dell’arte caravaggesca, una pittura urlata, occhi sbarrati e teste mozzate, per poi passare ad una pittura più carnale, nella stanza della madre e il bambino, nella quarta stanza troviamo il redentore, con il racconto dei tre giorni del “triduo pasquale” dalla morte alla resurrezione del cristo. Nella quinta stanza troviamo i testimoni, ovvero coloro che avranno l’arduo compito di tramandare gli insegnamenti di gesù ai posteri. Infine l’epilogo, dove con una straordinaria verità carnale, Cristo risorto afferra energicamente la mani di Tommaso e ne guida l’indice ben dentro la piaga gloriosa. L’urlo che si manifesta nella straordinaria arte realistica del caravaggio ma anche la luce, ed è proprio grazie a quest’ultima che la nostra esistenza non precipita nel nulla ma anzi viene chiamata alla salvezza.

Da oggi anche su iTunes!

Dopo svariati tentativi sono riuscito a capire come caricare un podcast su iTunes! Da oggi quindi troverete sul celebre negozio online di Apple anche una piccola traccia dei miei podcast. Tratteranno prevalentemente di storia e arte, ma anche vino e cibo, diciamo riassunte tutte le mie grande passioni. Il primo pod che troverete è una prova, nulla di strutturato, come quasi gli altri che caricherò anche perchè per realizzare un bel podcast serve veramente molto molto tempo cosa che al momento mi manca. Il mio “canale” su iTunes si chiama “Orvieto Storia”, e lo trovate entrando in iTunes e cercando nella barra apposita il mio nome, oppure la parola “Orvieto” oppure a questo indirizzo: http://itunes.apple.com/podcast/orvieto-storia/id372589511.  Ho aggiunto anche un’altro “social button” nella colonna destra con l’icona di iTunes, cliccando vi collegherete direttamente al link sopra mensionato. La prima puntata è una piccola chicca per tutti gli appassionati di Etruschi e Archeologia, però qui non dico nulla se volete potete collegarvi ed ascoltare il pod sul vostro computer! Quindi non mi rimane che augurarvi buon ascolto!

p.s. ovviamente i podcast sono totalmente gratuiti!

Claudio Strinai: “L’idea del bello nelle arti figurative e nella pittura”

Sabato 8 maggio, ad Orvieto, presso il museo chiesa di S. Agostino, l’Associazione Livio Orazio Valentini si è presentata alla città. L’occasione è l’incontro con l’intellettuale Claudio Strinati (Ministero per i beni e le attività culturali) accanto al giornalista Guido Barlozzetti sul tema “L’idea del bello nelle arti figurative e nella pittura”.

Il Prof. Strinati ha così illustrato quello che nel mondo dell’arte è il concetto del bello, tracciando un perimetro in cui ha rinchiuso con sapiente abilità, la millenaria discussione di quale, fra le arti figurative, fosse la migliore. Lo scontro, focalizzato su scultura e pittura, dopo un’ampia riflessione si conclude a favore della pittura, arte che secondo Strinati riesce meglio di tutte a far comprendere l’idea del bello. Un viaggio attraverso i protagonisti dell’arte italiana, partendo dalla “bibbia” degli storici dell’arte, “le vite” del Vasari, dove da buon aretino come Michelangelo, individua nella scultura l’arte più vicina a Dio e quindi migliore, infatti le sacre scritture narrano di un Dio demiurgo, il quale dopo aver dato forma e plasmato l’uomo lo anima con un soffio di vita. Statue, come quelle che disposte lungo le pareti della chiesa di S. Agostino, osservano serie e severe lo svolgimento della lezione, solamente due sculture rimangono “distratte” nel loro eterno gioco di ruoli, dietro al Professore, l’annunciazione del Mochi, con la Madonna e l’angelo annunciante, coinvolte in prima persona nella lezione di Strinati. Annunciazione da cui si possono imparare molte lezioni non solo sulla bellezza e sull’approccio che ognuno di noi ha con le opere d’arte ma anche sull’amministrazione dei beni culturali. Strinati ricorda il lungo periodo di oblio, che queste statue vissero, nascoste dalla vista del grande pubblico. Proprio questa composizione, in cui ci sono molteplici punti di vista, il Mochi riuscì a trasformare un concetto in uno stile, in una verità, Mochi fu uno dei primi artisti che impose all’osservatore il problema del punto di vista. L’annunciazione così diventa una composizione d’immagini differenti, dalla più sgradevole alla più sublime, ed è proprio da questa varietà che scaturisce la potenza enorme dell’annunciazione, la diversità nell’unità e viceversa. Strinati, dopo la scultura, passa alla pittura, raccontando al pubblico attento, curiosi episodi di eminenti artisti come Leonardo da Vinci e Caravaggio. Il genio fiorentino prediligeva la pittura, perché più “nobile”, in quanto durante la pittura si poteva conversare e dibattere su diversi argomenti. Lo sculture invece era più vicino alla vita vera, quella fatta di fastidi e dispiaceri, mentre la pittura allontana la pesantezza della quotidianità, è più distaccata e quindi la nobilita profondamente. Leonardo, grande pittore, influenzò moltissimo anche il Caravaggio, che studiando nella Milano di fine cinquecento fu sicuramente colpito dall’ultima cena. Proprio da quell’opera il Caravaggio carpì l’essenza della bellezza, che poi ripropose nella prima opera esposta oggi a Roma, alle Scuderie del Quirinale per la mostra a lui dedicata, ovvero uno dei quadri più piccoli da lui realizzati, un canestro con mele, fichi e foglie. Caravaggio, seguendo la lezione di Leonardo, volle così dimostrare la bellezza della sua pittura, e lo fa attraverso un semplice canestro con la frutta, perché il pittore vede dentro le cose che rappresenta i nobili sentimenti che non sono espressi nel quotidiano. È l’artista, che vede, con il suo occhio l’oggetto e lo rappresenta, non è bello in se quello che viene rappresentato ma come viene rappresentato. Strinati conclude citando le antiche sculture greche che si ispiravano alla vitalità agonistica: “l’Angelo del Mochi è una figura vittoriosa e quindi è bella, perché è bello il frutto della vittoria di ciascuno di noi su noi stessi. Ogni volta che conseguiamo un risultato profondamente desiderato ci sentiamo belli, ma è l’arte che lo insegna tramite le opere di grandi artisti come ill Mochi, Leonardo, Caravaggio, Michelangelo”.

Cantine Aperte 2010, presentata alla Feltrinelli l’edizione 2010 in Umbria

Presso la libreria Feltrinelli di Perugia, presentata l’edeizione 2010 di Cantine Aperte in Umbria.

Domenica 30 maggio 2010 torna dunque “Cantine Aperte“, questa edizione sarà dedicata al tema dell’ambiente, con numerose iniziative”verdi”, firmate tra gli altri anche da Enel.si, società controllata di Enel Green Power. Quest’anno fiunge anche il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che rappresenta per il Movimento Turismo del Vino un importante riconoscimento del lavoro svolto in quasi diciotto anni di attività. Oltre alla collaborazione con l’Enoteca Italiana, confermato anche per quest’anno in Umbria, la collaborazione con il Comitato per la vita Daniele Chianelli, che propone l’iniziativa “un calice per la vita“, per la raccolta fondi a favore della ricerca contro le leucemie e i tumori dei bambini.

In Umbria saranno oltre 50 le cantine che parteciperanno all’evento del 30 maggio (alcune anche il 29), pronte ad aprire le proprie porte alle migliaia di enoturisti che si attendono domenica. Quest’anno è nato ache una nuova partnership tra il Movimento Turismo del Vino con Feltrinelli e Edizioni Gribaudo, per porre l’accento sullos tretto legame tra vino e cultura:

Da un lato c’era Cantine Aperte, una delle più popolari e diffuse manifestazioni enogastronomiche italiane, che ogni anno accompagna milioni di visitatori alla scoperta dei migliori produttori di vini italiani, dal Friuli alla Sicilia. Dall’altro Librerie Feltrinelli, il principale retailer culturale italiano con 98 punti vendita diffusi in tutte le regioni italiane e una produzione di eventi culturali giunta in vista dei 3.000 incontri nel 2009, una parte dei quali dedicati alla presentazione di libri e guide dedicati al mondo del buon bere e del buon mangiare. Nel mezzo c’erano le Edizioni Gribaudo, marchio storico dell’editoria enogastronomica, da poco meno di due anni acquisito dal gruppo Feltrinelli.

Era quindi abbastanza naturale che si creasse una felice sinergia tra competenze diverse ma coerenti e un pubblico virtuosamente intrecciato tra manifestazione, punti vendita e sigla editoriale. Una sinergia che si manifesterà nella presentazione nella prima metà di maggio, del programma di Cantine Aperte in sedici tra le principali Feltrinelli italiane. Da Udine a Palermo, da Torino a Bari, produttori, grandi chef, enologi e gourmet illustreranno in ogni regione i singoli programmi di Cantine Aperte, cui seguirà una degustazione di vini e prodotti tipici.