“Esito dal chiamarli monaci o cavalieri. Come meglio designarli che attribuendo loro entrambi questi nomi contemporaneamente, dal momento che non mancano né la mitezza del monaco, né il coraggio del Cavalieri” queste sono le parole diBernardo di Clairvaux.
Grande partecipazione al primo appuntamento sulla “Storia dei Templari raccontata a San Bevignate“, il tema di questo incontro è stato “La preistoria dei Templari: il contesto e gli uomini“, la lezione è stata egregiamente tenuta del Prof. Giuseppe Ligato, (Society for the study of the Crusades and the Latin East). Questo ciclo di conferenze è stato organizzato dal Comune di Perugia, Attività Culturali, Museali e Giovanili, che ha voluto così soddisfare l’interesse crescente verso l’Ordine del Tempio, uno degli ordini più controversi d’Europa. Nell’affascinante cornice della ex chiesa di San Bevignate, il prof Ligato, introdotto dal Prof. Enrico Menestò (Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo), ha così narrato la genesi primordiale dell’ordine, sfatando molti luoghi comuni e mantenedo sempre un approccio scientifico e accademico, senza mai oltrepassare il confine che divide la storia con la leggenda. Tutto ebbe inizio, secondo Ligato nel 1100, quando ad un anno dalla conquista di Gerusalemme da parte dei Crociati, il Patriarca Dagoberto da Pisascrisse una lettera ai cristiani di Germania dicendo che “servono uomini che rimangano”, infatti la maggior parte dei crociati una volta finita la crociata tornavano in Europa. Ecco quindi la necessità della formazione di un esercito permanente, che presidi costantemente la Città Santa recentemente conquistata. Sarà proprio da questo “movimento” chiamato crociata, da questo magma variegato che si formeranno, poco a poco i Cavalieri Templari. Il primo nucleo di Tempari, probabilmente, furono dei cavalieri che accettavano di rimanere a Gerusalemme più a lungo, che si dedicavano ad una vita di guerra e preghiera che di solito durava un anno. Il Prof. Ligato, ha precisato inoltre che “non esistono monaci cavalieri, i Templari furono dei cavalieri che adottarono alcune caratteristiche della vita monastica”, ma fondamentalmente rimasero guerrieri, “miles”, ponendosi come “defensores”, rivalutando, integrando e migliorando la funzione dei guerrieri.
Il Re di Gerusalemme, Baldovino II, intorno al 1119 concedette come residenza a questo nascente Ordine, un’ala della moschea di Al-Aqsa , considerata da sempre come il “Tempio di Salomone“.
Un’inizio di stenti, per i primi Templari, che vestivano con abiti usati e che spesso si nutrivano con gli avanzi della mensa degli Ospitalieri.
L’estrazione sociale da cui provengono i primi cavalieri è il meglio della società europea, un’elitte cavalleresca certamente più dura e sanguinaria di quella che è giunta a noi “filtrata” dal Romanticismo. Il cavaliere dell’epoca portava con se i valori “cristiani” e “nobili” ma fondamentalmente era un guerriero spavaldo, conscio della sua superiorità e pronto a tutto per difenderla e imporla al prossimo. Significativo l’aneddoto del 1097, quando i Crociati, passando per Costantinopoli, non ebbero remore di alcun tipo nell’occupare il trono dell’Imperatore, rimanendo stupiti e sbigottiti difronte allo sdegno dei dignitari di corte che subito si precipitarono nella sala tendando di far cessare l’insolenza. Si narra che proprio in questa occasione, un Crociato, letteralmente “stravaccato” sul trono esclamò con tono altezzoso: “ma non capisco, qui c’è il meglio della cavalleria europea, non capisco perché non debba stare sul trono dell’Imperatore!”.
Nel 1139 ci sarà il riconoscimento ufficiale della Chiesa, con la bolla “Omne datum optimum” diInnocenzo II, che cercherà di definire questo ordine, ponendolo sotto la sua tutela ma garantendogli una certa autonomia, definendoli come Crociati permanenti, una sorta di “legione straniera” in cui molti potevano rifarsi una vita. I Templari erano soprattutto cavalieri e lo si vede anche dal loro modo di agire e dai loro regolamenti, la “regola del Tempio”, dove si parla di preghiera e carità ha 72 articoli, mentre il corpus dello statuto strettamente cavalleresco è di 686 articoli, mentre non si parla di guerra e combattimento in altri statuti di Ordini contemporanei, come quello degli Ospitalieri. Probabilmente, molti di quei riti di iniziazione, rituali iniziatici, che spesso hanno fatto ricadere sui Templari l’accusa di stregoneria, non sono altro che una specie di antenati del nonnismo. Dei monaci mancati quindi, con una forte connotazione guerriera, una strutturazione, un sistema di uomini, soprattutto miliari e religiosi, che avranno la benedizione del Papato almeno fino al 1312, anno della soppressione dell’ordine. L’Ordine Templare è il frutto dell’esigenza di una milizia permanente che racchiuda anche i valori e dei monstici. Una struttura innovativa, che si occuperà soprattutto della difesa e quindi della guerra, dei territori conquistati dai Cristiani in Terrasanta. Si formerà così quella società tripartita ormai affermatasi in Europa, dove i Templari saranno i “bellatores“, i Canonici del Sacro sepocro gli “oratores” e gli Ospitalieri i “lavoratores“. Il prossimo incontro sarà il 27 marzo, sempre a San Bevignate, e si parlerà di “La militia Christi templare nell’opera di Bernardo di Clairvaux“, il relatore sarà Christian Grasso del Centre Interuniversitaire d’Histoire et d’Archéologie Médiévales, Université Lumière Lyon 2. Per maggiori info http://turismo.comune.perugia.it/news.asp?id=444











