L’economia è una cosa seria, che ha origine con l’uomo stesso. Questo centro di produzione di manufatti di ceramica rispecchia a pieno i cicli socio-economici che investono da sempre i popoli di tutto il mondo. Oggi con mezzi diversi ma con gli stessi risultati.
Questo complesso ebbe un’attività intensa, che nel periodo di maggiore splendore fu caratterizzata da una buona qualità e ampia diffusione, raggiungendo, grazie alla utilizzazione del Tevere, i centri principali della Spagna e della costa africana, fino ad Alessandria d’Egitto. Poi , alla fine del I – inizi del II sec. d. C. la produzione si contrasse fino a cessare. In concomitanza con l’arrivo sui mercati italici delle ceramiche africane la manifattura fu smantellata, su di essa sorse un quartiere abitativo e le eportazioni lasciarono il posto alle importazioni delle sigillate africane, più grossolane e di minor costo.
Per tutti coloro che volessero un approfondimento ulteriore su questo sito archeologico vi segnalo l’indirizzo internet dello scavo “www.unipg.it/dssa/scoppiet/.htm”, inoltre a Giugno ad Orvieto sarà presentato la prima pubblicazione riguardante gli scavi di Scoppieto.