Morire sul lavoro è una vergogna che giornalmente infanga la nostra nazione in maniera indelebile. Certo oggi nella nostra Europa, possiamo rallegrarci solo di aver abolito l’unico mestiere che la morte la procurava in maniera certosina e sistematica. Uno spaccato della vita di un boia lo possiamo trovare nel libro “Mastro Titta, il boia di Roma, memorie di un carnefice scritte da lui stesso”. Giambattista Bugatti, così si chiamava il carnefice dello Stato Pontificio, esercitò anche ad Orvieto nel 1802. Raccapricciante il racconto del delitto che la condannata aveva compiuto. Accusata di aver ucciso i suoi tre figli per poter sposare il suo spasimante venne impiccata.
[Foto]: tratta dal sito – http://www.museocriminologico.it/
[Articolo]: pubblicato sul mensile “La Città” del mese di Maggio 2007
