Buon 25 Aprile a tutti: libertà, dignità e futuro solidale

Due parole di getto a mo’ di saluto e di celebrazione di un giorno importante, che ci riguarda tutti, indistintamente. Quest’anno più di sempre il 25 Aprile sta riprendendosi il posto che gli spetta nella nostra società, una giornata simbolo delle libertà, di tutte le libertà, quelle basali scritte nella nostra Costituzione, libertà di espressione, libertà di associazione, libertà di culto, ma anche quelle libertà fondate sui diritti/doveri di una moderna democrazia. Tra queste ricordo il diritto all’eguaglianza, tra i sessi, tra le razze, tra i gruppi sociali, il diritto al lavoro, il diritto allo studio, il diritto alla salute, il diritto fondamentale ad avere un futuro, spesso quest’ultimo più predicato che realizzato nel nostro paese. Ha ragione il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che giorno dopo giorno si sta dimostrando un grande presidente: la Costituzione non è da rottamare, “…non è un residuato bellico. E’ legittimo modificarla, ma con motivi convincenti”. Ma c’è di  più: Napolitano esorta tutti a celebrare il 25 Aprile in qualsiasi modo e luogo, onorando tutte le componenti della lotta per la liberazione. Sì, perché travolti da revisionismi incrociati, buone o male fedi, strumentalizzazioni ad orologeria, pressapochismo e patina del tempo(l’anagrafe sta ormai riducendo e di molto il numero dei partigiani che vissero di persona le vicende della Guerra Civile per liberare l’Italia dal Nazi-Fascismo), si rischia semplicemente di “dimenticare” o di “fraintendere”: qui, “piaccia o non piaccia”, ci fu qualcuno che per tutti noi ma proprio tutti, allora rischiò la propria vita e famiglia, spesso si immolò e la perse, per riportare la libertà nel nostro paese dopo due decenni di buio. “Basta denigrare i partigiani – ha detto il Presidente – furono fondamentali per assicurare un futuro alla patria martoriata dalla guerra e dal totalitarismo”. Le tre componenti della Resistenza, quella partigiana, quella popolare e quella militare, contribuirono come sappiamo in modo determinante al risollevarsi dell’Italia. Oggi possiamo pensare a quei mesi ed anni così drammatici, che alla fine del tunnel portarono concretamente ad una nuova era di libertà e di possibilità per tutti gli italiani, senza retorica, paradossalmente senza “partigianerie”, ma facendo in modo che il 25 Aprile sia davvero il giorno più bello per tutti. E’ un momento per fermarci un attimo nella frenesia della quotidiana fast life, iperinformati dalla comunicazione globale, un’occasione di riflessione e di memoria per non ripetere(mai) gli stessi errori . E’ uscito in questi giorni per Einaudi una raccolta a cura di Marcello Pezzetti, “Il libro della Shoah italiana”, che per la prima volta narra con tono da catalogo storico – separando i fatti dalle opinioni – i racconti di chi è sopravvissuto ad uno dei momenti più bui della nostra storia recente. Lo raccomando a tutti, Soci Anpi e non, perchè è un ennesimo vaccino contro la trascuratezza intellettuale e politica, un esercizio super partes ficcante e di grande efficacia su come permanentemente alimentare con  libertà, dignità e futuro  la nostra società. Il 17 Marzo 1861 nacque lo Stato unitario italiano: mi auguro che nelle celebrazioni giustamente previste dal Governo nel 2011, ci si ricordi di quelle voci di deportati italiani che ci costringono a riflettere sul significato di <<minoranza>>, di <<tolleranza>>, di <<convivenza>>, di <<cittadinanza>> e di <<civiltà>>. Sono concetti cardine che ci riportano al quotidiano, alle nuove urgenti domande di inclusione sociale e di cittadinanza degli italiani meno fortunati e dei tanti nuovi cittadini italiani emigrati da altri paesi che contribuiscono ad edificare la nostra società col loro lavoro e il loro impegno: sono queste le libertà per le quali è più che mai attuale festeggiare oggi il 25 Aprile.

Pier Giorgio Oliveti, Anpi Orvieto

È IL GIORNO DELLA TERRA: ATTIVATI PER IL CLIMA!

cartello_hp1

Qui a Greenpeace siamo spacciatori di una sostanza particolare… si chiama “speranza”. E il nostro nuovo video – “Inspiring Action” – ha a che fare con essa. Quando entriamo in azione contro i peggiori crimini ambientali, agiamo anche contro la disperazione. Gli effetti dei cambiamenti climatici possono sembrare a qualcuno senza appello. Ma noi sappiamo che non è troppo tardi. Questo ripeteremo ogni giorno fino a Dicembre, quando tutti i paesi del mondo si riuniranno a Copenhagen per decidere le nuove misure per combattere il riscaldamento globale. E il destino del Protocollo di Kyoto. Earth Day? Ogni giorno da oggi a dicembre è un Earth Day. In questo “Giorno della Terra”, vogliamo mostrare a tutto il mondo il nostro nuovo video per spingerlo a muoversi. Siamo più di tre milioni di attivisti on line. Vogliamo aggiungere altri tre milioni di cyberattivisti nei prossimi mesi per dire ai nostri governi di non perdere tempo, che il clima va salvato ora. Ci sono diverse ragioni per disperarsi. E c’è Greenpeace per richiamare tutti al dovere della speranza. Per favore, spedisci questo video ai tuoi amici. Metti un link su Facebook. Fai un post sul tuo blog. Grazie. NUCLEARE: Scanzano Jonico rischia di ospitare il deposito delle scorie nucleari. Il giorno prima dell’Earth Day, siamo andati sul sito dei pozzi aperti. In una notte li abbiamo cementati e trasformati in un parco giochi. Perché con il futuro dei nostri figli non si può giocare!

Greenpeace 5×1000

Scegli Greenpeace per il tuo 5×1000 e contribuirai a contrastare i cambiamenti climatici, difendere gli oceani, proteggere le ultime foreste primarie del pianeta, creare un futuro libero da sostanze tossiche, promuovere l’agricoltura sostenibile.

Per destinare il 5×1000 a Greenpeace, bastano due mosse:

1. Metti la tua firma nel primo settore in alto a sinistra, denominato:
“Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale …”.

2. Inserisci nel modulo il codice fiscale 97046630584.

Greenpeace è un’organizzazione globale che sviluppa campagne e agisce per proteggere l’ambiente e promuovere la pace.
Greenpeace è indipendente e non accetta fondi da enti pubblici, aziende o partiti politici.

Stemma Conti Bulgarelli

Percorrendo il vicolo di sopra del Paese di Parrano, ci imbattiamo in un classico esempio di riuso di materiale lapideo. Qui troviamo inciso su di una pietra riutilizzata per costruire l’arco di una porta, lo stemma dei Conti di Parrano, i Bulgarelli. Dall’altro lato invece emerge, scoplito in maniera grossolana un altro stemma, questa volta privo di segni distintivi.

Girovagando per le campagne dei colli orvietani, mi sono imbattuto in un altro stemma nobiliare di questa casata. Precisamente mentre mi trovavo a Montegiove, mi son ritrovato lo stemma dei Bulgarelli (o Conti di Marsciano) nella parete sinistra del corridoio che dall’entrata principale del castello porta al suo cortile interno. Il Castello di Montegiove venne proprio costruito dai Bulgarelli conti di Parrano e Marsciano intorno al 1278 – 1292, famiglia nobile che contava tra i suoi possedimenti anche il Pornello. Sopra lo stemma, scolpiti nella pietra i numeri romani MCCCLXXX (1380).