Correva l’anno 1549, Ortensia, Contessa di Vignanello, passò a terze nozze con il Conte di Parrano Ranuccio di Galeazo Baglioni di Perugia.e di Lavinia di Marsciano. I sui due precedenti sposi erano deceduti in circostanze non chiare, il primo marito, morto in seguito ad un aggressione avvenuta a Vignanello, da alcuni dei suoi vassalli, per il secondo fu fatale un piatto di maccheroni, conditi con un potente veleno. In seguito al suo ultimo matrimonio, la Contessa di Vignanello, ottenne come garanzia della sua dote i castelli di Parrano e Pornello. Pochi anni dopo, nel 1553, a Vignanello, sempre in un agguato, fu ucciso anche il suo terzo marito. Ortenzia anche questa volta non sembrò del tutto estranea all’assassinio. Per questo grave fatto di sangue fù arrestata e inquisita. In ballo come al solito c’erano terre e feudi da lasciare agli eredi maschi di Ortensia, figli dei due precedenti matrimoni. Purtroppo per lui il povero Galeazzo Baglioni, aveva generato solamente due figlie femmine, le contessine Elena e Lavinia. Ortensia, uscì dalla prigione nel 1554, in seguito a importanti intercessioni ecclesiatiche e nel 1558 fu definitivamente assolta. Passarono gli anni, Ortensia nel 1566 si insedia nel castello di Parrano. Ci si stabilirà per circa due anni, per controllare meglio Elena, che viveva a Corciano, protetta dalla famiglia di suo padre. Ortensia, inviterà più volte la contessina sua figlia a raggiungerla a Parrano ma ottenne sempre risposte negative. La contessa allora ricorrerà ad una sua vecchia conoscenza, il veleno. La mattina del 23 aprile 1567, la contessina Elena si lavò il viso con dell’acqua mista ad un unguento fatto arrivare dalla madre da Parrano. Passò due giorni di agonia per poi spegnersi all’età di sedici anni. Il suo corpo fu trasportato a Perugia il 27 a sera, accompagnato da più di cento contadini, artigiani e mercanti, formando una lunga processione di lumini e luci come mai si era vista. Ortenzia come al solito fu inquisita, processata ed infine assolta.
[Testo]: mensile “la Città” – Dicembre 2006












